lunedì 17 febbraio 2014

Trasparenza in Sanità?

Arrivare alla certezza che nel Sistema Sanitario Nazionale non si siano affari privati, doppi o tripli giochi, giocati sulla pelle dei cittadini, peraltro con i soldi dei contribuenti. Utopie?

Questa è la domanda che si pone Andrea Gaiardoni, in un articolo de Il Venerdì di Repubblica del 7 Febbraio 2014, e che ci poniamo anche noi!
Bisogna almeno provarci però...
"Riparte il futuro"è la campagna promossa dall'associazione Libera e Gruppo Abele che si propone di contrastare in fenomeno della corruzione. In merito a questo, è stata avviata la petizione "Salute: obiettivo 110% per aziende sanitarie trasparenti", praticamente un termometro che misura il grado di trasparenza delle 240 aziende sanitarie italiane, regione per regione, provincia per provincia.

I promotori del progetto spiegano: "Le Aziende sanitarie erano tenute a nominare centro il 31 Gennaio 2014 il responsabile locale anticorruzione, a pubblicare on line il Piano triennale anticorruzione ea fornire informazioni complete sui vertici, rendendo pubblici i loro curriculum, l'atto di nomina e il compenso"

Maggiore è il numero di criteri soddisfatti, maggiore è il punteggio raggiunto da ogni Azienda sanitaria nella classifica di Libera e Gruppo Abele.

Attenzione! La regione più virtuosa per ora è la Basilicata, che raggiunge il 92% di trasparenza, seguito dal Friuli Venezia Giulia 90% e dalla Valle d'Aosta 89%.





Le maglie neresono il Molise e la Campania, Calabria, Marche.





L'ottimismo è il profumo della vita, ma.....
Le iniziative delle Associazioni sono fondamentali, se non avessimo neanche questa forma di vigilanza certo saremmo perduti, e se non credessimo neanche in questi tentativi ti tutela e vigilanza, cosa potremmo fare? Subire...
Ecco una notizia che mi ha colpito, che se potessi segnalerei alle Associazioni di cui si parlava prima e chiedere...come è possibile? Leggete qui, da un articolo sul Fatto Quotidiano.


Roma, al policlinico di Tor Vergata il successore del primario è suo figlio

In pensione il dottor Fraioli, la Fondazione nomina Fraioli jr. L'ente - presieduto dal governatore Zingaretti - precisa solo che "è un incarico provvisorio e non comporta nessun maggior compenso"


Primario per successione, di padre in figlio. Mario Francesco Fraioli il 13 gennaio scorso è diventato il nuovo primario dell’unità operativa complessa di neurochirurgia del policlinico di Tor Vergata di Roma, precedentemente diretta dal padre Bernardo. La notizia, come anticipato da affaritaliani.it, è stata evidenziata da un’interrogazione presentata dal consigliere regionaleFabrizio Santori (Gruppo misto). Una carriera che fino ad appare travolgente, quella di Fraioli. “La storia del professor Fraioli – spiega Santori- è stata già oggetto d’interrogazioni parlamentari in passato perché si è svolta in condizioni particolari sia per la velocità sia per i modi. Sembrerebbe aver avuto un trattamento favorevole rispetto ai colleghi utile al raggiungimento di una posizione preminente rispetto a questi, avendo svolto il suo percorso professionale interamente a Tor Vergata, nella scuola di specializzazione diretta dal padre e nel reparto diretto dal padre”. La Regione non ha voluto rispondere risposto alle richieste di chiarimenti del fattoquotidiano.it mentre dalla Fondazione Tor Vergata si limitano a precisare che “l’incarico al professor Mario Francesco Fraioli è provvisorio ed interinale, non comportando quindi alcun maggior compenso per la funzione”.
Bernardo Fraioli peraltro aveva chiesto al tribunale amministrativo di non essere posto in pensione nonostante ne avesse maturato i diritti ma il Tar del Lazio il 13 gennaio scorso ha bocciato il suo ricorso: a quel punto la fondazione Policlino Tor Vergata – il cui presidente è il governatore Nicola Zingaretti – ha accolto l’ordinanza e ha nominato Fraioli junior. La famiglia Fraioli è assai numerosa e attiva nella sanità laziale. Un’altra figlia di Bernardo Fraioli, Chiara, dirige la clinica Villa Benedetta nel quartiere romano Montesacro, una struttura privata convenzionata con la stessa università di Tor Vergata. Tra i soci risultano oltre alla direttrice, anche altri due Fraioli, Antonio Leonardo, e lo stesso neoprimario di Tor Vergata, Mario Francesco. “I pazienti del Policlinico – rimarca Santori – possono così venire dirottati alla casa di cura Villa Benedetta, specializzata in radioterapia. Una paradossale situazione nella quale un Fraioli dalle strutture pubbliche di Tor Vergata invia pazienti a una Fraioli nella struttura privata di proprietà dei Fraioli. Sembra un gioco di parole ma potrebbe apparire semplicemente un evidente conflitto d’interessi a carico del Servizio Sanitario Nazionale e dei cittadini”. Il baronato esiste negli atenei come negli ospedali – prosegue Santori – e a pagare il protrarsi di questo fenomeno sono principalmente i cittadini, senza dimenticare le migliaia di operatori sanitari precari che attendono risposte dalla Regione Lazio così come i tanti giovani medici preparati che sono costretti ad espatriare perché non hanno qualcuno che li protegge o almeno gli permette di lavorare”.

mmm....quindi?mi sa che c'è ancora molto molto lavoro da fare sulla trasparenza ma sopratutto sulla mentalità delle persone....



Nessun commento:

Posta un commento